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sabato 6 ottobre 2012

ENPACL: Assemblea dei delegati approva la riforma pensionistica

Da:http://www.consulentidellavoro.it/browse.php?mod=article&opt=view&id=11551

Dai Ministeri vigilanti attesa ora la prescritta approvazione, poi la riforma sarà operativa.

IMMAGINE
Approvata la riforma pensionistica
L'Assemblea dei Delegati dell'ENPACL, riunita a Roma il 27 settembre 2012, ha approvato importanti modifiche e integrazioni allo Statuto e ai Regolamenti dell'Ente nonché il nuovo bilancio tecnico.
Grazie a tali modifiche, l'Ente può garantire i 50 anni di sostenibilità dei propri conti pensionistici, come richiesto dall'articolo 24, comma 24 della legge 201/2011.
È stato introdotto il metodo di calcolo contributivo, pro rata, per le future pensioni dei Consulenti del Lavoro ed inoltre il contributo soggettivo verrà determinato in percentuale (12%) sul reddito professionale di ciascun iscritto.
Il contributo integrativo sarà calcolato nella misura del 4% del volume d'affari e per i tre quarti verrà considerato utile ai fini pensionistici.
La nuova pensione di vecchiaia si potrà conseguire con 66 anni di età e quella di anzianità, ora rinominata di vecchiaia anticipata, con 36 annualità contributive e 60 anni di età.
Importanti novità anche per la governance dell'Ente: il numero dei componenti del Consiglio di Amministrazione diminuisce da 9 a 7. Inoltre, Il numero dei Delegati verrà determinato con un nuovo quoziente, tale da consentire la riduzione di circa il 30% dei componenti dell'Assemblea, attualmente 162.
Infine, per favorire le giovani leve di Consulenti del Lavoro, è stata ridotta l'anzianità di iscrizione necessaria per accedere alle cariche elettive dell'ENPACL.
Le modifiche sono ora all'attenzione dei Ministeri vigilanti per la prescritta approvazione, a seguito della quale la riforma sarà operativa.

sabato 22 settembre 2012

Pensioni sicure, età sale: notai 75 anni, avvocati 70, medici 68, giornalisti 65


Da:http://www.blitzquotidiano.it/economia/pensione-eta-aumenta-cassa-private-professionisti-notai-avvocati-farmacisti-medici-1348413/

Elsa Fornero
Elsa Fornero (LaPresse)
ROMA – Pensioni sicure per avvocati, notai, giornalisti, medici e farmacisti, ma sale l’età pensionabile. Il Sole 24 Ore scrive che leCasse previdenziali per i professionisti hanno passato il test di sostenibilità del decreto Salva Italia firmato da Elsa Fornero. Il prezzo da pagare per i professionisti sarà però quello di andare in pensione più tardi ed in alcuni casi, con l’introduzione del sistema contributivo, con un assegno inferiore a quanto previsto con il vecchio sistema di calcolo. I notai saranno quelli che andranno in pensione più tardi, con il limite di età che sale a 75 anni. I più “giovani” pensionati saranno i giornalisti, per cui l’Inpgi ha fissato a 65 anni la soglia di età per andare in pensione.
CASSA FORENSE – Gli avvocati della Cassa forense andranno in pensione a 70 anni con un minimo di 35 anni contributivi. Il contributo soggettivo sarà del 15%  ed il nuovo calcola entrerà a regime dal 2021. L’assegno sarà calcolato con un sistema retributivo misto sostenibile, cioè su tutta la vita lavorativa e con aliquota unica di rendimento adeguata in modo automatico alla speranza di vita.
CONSULENTI DEL LAVORO – Per i consulenti del lavoro la pensione scatta a 70 anni, con la possibilità di pensione anticipata a 60 anni. La pensione di vecchiaia scatterà a 70 anni con 5 anni annualità di contributi, mentre per quella anticipata richiederà 40 annualità. Il contributo soggettivo è del 12% su un reddito che varia tra un minimo di 17mila euro ed un massimo di 95mila euro. Il nuovo sistema entrerà in vigore l’anno successivo all’approvazione ministeriale e l’assegno sarà calcolato con il sistema contributivo pro rata.
COMMERCIALISTI – La pensione di vecchiaia scatta da 61 a 70 anni per gli iscritti prima del 2004, con un minimo di anni contributivi che va dai 25 ai 33. per quanti iscritti dopo il 2004 si andrà in pensione da 62 anni con 5 anni di contributivi minimi. Il nuovo sistema è già a regime ed il contributo soggettivo va da un minimo del 12% ad un massimo del 100% con un tetto di 170mila euro. L’assegno sarà misto per gli iscritti prima del 2004 e contributivo per quelli post.
FARMACISTI – L’età pensionabile sale a 68 anni più l’aspettativa di vita ed entrerà a regime dal 1 gennaio 2013. Il contributo soggettivo è di 4.150 euro, da aggiornare con l’inflazione, e gli anni contributivi minimi sono 30. Il sistema per calcolare l’assegno si basa sulla prestazione definita predeterminato.
GEOMETRI – La pensione di vecchiaia scatta a 67 anni con il pro rata ed a 60 anni con il contributivo, con entrata a regime dal 2019. Il contributo oggettivo sarà tra il 15 ed il 5% integrativo, gli anni contributivi minimi dovranno essere 35. Per i pro rata l’assegno sarà calcolato con il sistema contributivo, per gli altri con il retributivo.
GIORNALISTI – I giornalisti potranno andare in pensione a 65 anni a partire dal 2012. Il contributo soggettivo è del 23,28% per i dipendenti, mentre per i professionisti è del 10% più il 2% integrativo. I dipendenti dovranno versare 35 annualità contributive minime, mentre per i professionisti ne basteranno 20. Per i dipendenti l’assegno sarà calcolato con il contributivo corretto con le aliquote di rivalutazione che si riducono per i redditi più alti. I liberi professionisti invece riceveranno un assegno calcolato sul contributivo puro.
INGEGNERI E ARCHITETTI – L’età pensionabile è di  anni, il contributo soggettivo del 14,5% e gli anni contributivi minimi dovranno essere 35. L’assegno sarà calcolato con un sistema contributivo a ripartizione.
MEDICI – A  partire dal 2018 entrerà a regime la soglia di 68 anni dei medici per andare in pensione. Il contributo soggettivo varia tra il 19,5% ed il 33 %. Le annualità contributive minime sono di 35 anni con un minimo di 62 anni di età, di cui 30 passati dalla laurea. Dopo 42 anni di contributi cade il limite di età. L’assegno è calcolato con il sistema retributivo sui redditi di tutta la vita lavorativa, sistema definito dalla Fornero un contributivo indiretto.
RAGIONIERI – Per i nati a partire dal 1 gennaio 1963 l’età pensionabile scatta dopo i 68 anni e 40 anni di contributi versati. Il contributo soggettivo è del 15% e l’assegno è calcolato con il sistema contributivo.
NOTAI – La pensione di vecchiaia scatta a 75 anni, quella di anzianità a 67 con 30 anni di esercizio effettivo della professione. Il contributo soggettivo è del 40% del repertorio notarile. Il minimo degli anni contributivi è di 67 anni con 30 anni di esercizio effettivo. L’assegno è proporzionale agli anni di esercizio ed uguale per tutti i notai a parità di anzianità.
VETERINARI – A partire dal 2033 i veterinari andranno in pensione a 68 anni, con la pensione di anzianità che scatta dai 62 anni. Il contributo soggettivo è del 22% e le annualità contributive minime sono di 35 anni. La pensione è calcolata con il sistema retributivo basato sulla media di 35 ani di redditi professionali.

lunedì 3 settembre 2012

Contribuzione IVS e diritti acquisiti



Un dipendente alla data del 31.12.1985 ha accantonato una contribuzione IVS pari a 17 anni e due mesi . Nel 1986 cambia lavoro ed è convinto che ormai la pensione IVS minima è raggiunta. Intraprende rapporti di collaborazione versando i contributi alla gestione separata. Nel 2009 chiede ed ottiene pensione VOAUT per la contribuzione gestione separata. Ora in settembre compie 65 anni ed ha chiesto all'inps di avviare la pratica di pensione di vecchiaia per i contributi di lavoro dipendente. L'inps ha risposto che deve raggiungere i 20 di contribuzione per cui deve lavorare come dipendente per ulteriori due/tre anni. La domanda: Non vale il principio del diritto acquisito? Al momento del cambiamento di lavoro aveva già superato il limite minimo dei 15 anni. Se non trova un lavoro, perde tutta la contribuzione? La totalizzazione non è ammessa?
Soluzione proposta:
nessuna
Risponde l'esperto:
In risposta al quesito posto, val la pena sottolineare il momento di particolare incertezza nel quale vengono a confrontarsi tutti gli operatori del settore: Consulenti del lavoro, Patronati, funzionari Inps. 
Stante l’incertezza, dalla lettura della  legge 22 dicembre 2011 n. 214 si evince la mancata abrogazione delle disposizioni previgenti in materia; da ciò ne consegue l’ampio spazio del contezioso che sull’argomento è andato via via sviluppandosi,  qualora  l’INPS neghi il riconoscimento dei requisiti pensionistici minimi per la pensione di vecchiaia,  come nel caso di specie.
Riporto come esempi  azioni già in atto della SPI e INCA CGIL di Genova, non solo,  anche altri Patronati stanno intervenendo a tutela di quelli che vengono definiti i “contributi silenti”, cioè quei contributi già versati ma che non raggiungono i  20 anni previsti dalla legge sopra citata.
Va anche precisato che  la circolare dell’INPS n. 35 del 14.03.2012 non chiarisce gli aspetti in questione, nemmeno per quel che riguarda la gestione separata, mentre relativamente alla “totalizzazione”, la stessa, se attivata, comporta una perdita del valore pensionistico come minimo del 30%.
Anche in questo caso il sindacato non può non essere critico nei confronti della gestione della materia ad opera dell’attuale  Ministro del Lavoro.  
F.to Roberto Sartore

PENSIONATI DIRITTI

(Riunisce la voce delle Istituzioni ed il parere di qualificati esperti in tema di PENSIONI)